Per molti genitori avere un bambino rappresenta un vero sconvolgimento per la propria esistenza. Le emozioni durante la gravidanza e subito dopo la nascita per mamme e papà possono essere gioia, amore, sorpresa ma anche paura e senso di smarrimento. Essere genitori comporta un lavoro quotidiano continuo ed impegnativo, che richiede enormi capacità di resistenza fisica ed emotiva ed anche continui cambiamenti esistenziali di adattamento. Per tutti è difficile affrontare questo compito . E’ importante ricordare che non esiste un manuale infallibile o un esperto super-professionale che può far diventare un genitore PERFETTO. Madre natura aiuta molto, perché fornisce gli strumenti per ottimizzare la sopravvivenza fisica, ma è anche vero che la nostra società è ormai troppo evoluta per limitarsi solo a questo. Essere responsabili della vita di un piccolo ed indifeso essere vivente è una tra le sfide più grandi ed importanti che un adulto può trovarsi ad affrontare, dunque, vista la complessità del compito ogni genitore dovrebbe impegnarsi ad informarsi il più possibile attraverso esperti e professionisti dell’età evolutiva per prevenire errori che potrebbero portare a ferite importanti. Sullivan, Freud e la Horney ritengono che le immagini di sé che i bambini sviluppano durante la prima infanzia, in base alla percezione di una positiva o negativa relazione con le principali figure di accudimento, in base all’essersi sentiti o meno bambini degni d’amore e d’importanza, avranno un’influenza per tutta la vita. Bowlby ritiene che il ruolo genitore-bambino sia di fondamentale importanza per lo sviluppo della persona. Il bambino durante i primi anni di vita ha bisogno che la madre sia sempre presente e affidabile, e risponda alle sue esigenze. In questo modo svilupperà un’immagine di sé positiva, ossia di persona degna di amore. Quindi la qualità delle relazioni primarie ha un peso fondamentale per la costruzione della propria autostima; dall’altra, difficilmente l’immagine che ciascuno ha di sé rimane fissa e immutabile ma è influenzata anche dall’intervento di altre variabili che con la crescita diventano sempre più determinanti. È soggetta a modificazioni sia per le esperienze vissute sia per la qualità delle relazioni che si stabiliscono con persone significative nel corso dell’esistenza. È importante che un genitore dia un esempio positivo al proprio figlio (il figlio apprende più ciò che il genitore fa rispetto a ciò che il genitore dice), ascoltare e prendere sempre in considerazione le emozioni, mettersi nei loro panni, rafforzare nei figli la convinzione di essere capaci e degni d’amore, rivolgersi ai figli con parole adatte, tono e atteggiamento congrui, costruire un dialogo aperto senza argomenti tabù, stabilire regole precise da far rispettare, abituarlo al confronto con gli altri, alle punizioni, ai premi e alle frustrazioni, a non drammatizzare gli eventi, a cercare con creatività le soluzioni per eventuali problemi. I genitori devono accettare ed amare incondizionatamente i propri figli in modo che questi sperimentino un profondo senso di appartenenza alla famiglia ma che possa anche poi svilupparsi in una piena autonomia, avere aspettative adeguate e rispettare l’individualità e l’unicità di ognuno. Soprattutto non bisogna cercare di essere genitori perfetti né tantomeno aspettarsi che perfetti siano i figli.

Bibliografia

Bettelheim B. (2000), Un genitore quasi perfetto, Feltrinelli, Roma.

Giusti E., Testi A. (2006), Vincere quasi sempre con le 3 A, Sovera, Roma.

 

Consigliati

Phillips A. (2003), I no che aiutano a crescere, Feltrinelli, Roma.

Film: “Genitori e figli: agitare bene prima dell’uso” (2010), di Giovanni Veronesi.

Poesia di Kahlil Gibran “I vostri Figli”.

 

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Veronica De Marchis e Angela Martone

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